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EDITORIALE
L'ultima frattura tra Confindustria e Cgil, al tavolo della riforma dei contratti, riapre una dolorosa ferita mai sanata nel sistema italiano della rappresentanza, portando in superficie tutti i difetti di un sistema concertativo bipolare, che rischia di ingessare l'evoluzione contrattuale rispetto alle nuove dinamiche del mercato del lavoro. Oggi, la contrattazione in Italia non può più essere una questione demandata soltanto a un pezzo, seppur centrale, del tessuto economico del Paese; una partita a due che rimbalza sui tavoli della Confindustria e sindacati confederali, mentre le fasce emergenti del mondo produttivo e intellettuale sono invitati a sedere sugli spalti, senza fiatare.
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Bolzano, Costituzione della Confprofessioni Südtirol-Alto Adige
da sinistra:
- Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni
- Alessandro Corvino, della Commissione di Certificazione presso l'Università di Modena e Reggio Emilia
- Josef Tschöll, Presidente di Confprofessioni Südtirol-Alto Adige
- Michele Tiraboschi, Università di Modena e Reggio Emilia
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MENEINFISCO
Il "VISCO" VOLTEGGIA ANCORA SULLE NOSTRE TESTE
Il milleproroghe dell'ex viceministro Visco continua a mietere vittime. Sulle cartelle esattoriali il concessionario continua ad avere mano libera su ipoteche, fermi amministrativi e espropriazione forzata. In barba alla Costituzione, allo Statuto del Contribuente e alla giurisprudenza tributaria. Un appello al nuovo corso politico.
Il "Visco" volteggia ancora sulle nostre teste. Magari è accaduto solo ad alcuni. Probabilmente molti hanno visto le conseguenze su altri. Sicuramente, i professionisti dell'area Economia e Lavoro sanno bene di che cosa stiamo parlando.
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TOCCA A NOI CAMBIARE IL MONDO
TOCCA A NOI CAMBIARE IL MONDO
Pari opportunità: il Fattore D bussa allo studio
Il «Fattore D» e i liberi professionisti, una relazione ancora tutta da costruire. Nel panorama delle professioni, infatti, le donne rappresentano circa il 30% (Censis 2005) della popolazione professionale. Una presenza ancora troppo leggera, soprattutto nei ruoli decisionali della rappresentanza di categoria. Quello delle quote rosa è un'annosa questione ereditata dalla classe politica. Nei parlamenti del Nord Europa il rapporto donne/uomini è prossimo alla parità, mentre in Italia le onorevoli sono ferme al 17% alla Camera e al 12% al Senato.
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